

La Storia
È nel 1481 che la famiglia, di origine veneziana, degli Avogadro decise di far erigere un fabbricato rurale a supporto della grande proprietà poderale acquisita, in Rezzato, dove si era stabilita.
Nel 1622, per volontà del Conte Scipione Avogadro, ha inizio la costruzione di parte dell'impianto nobile noto come "Palazzo Vecchio" che costituiva il nucleo centrale della tenuta.
Con il Settecento il vento palladiano soffiò anche a Brescia ed è così che nel 1735 iniziarono i lavori di costruzione della facciata e dell'ala est affidati, dagli Avogadro, al grande capomastro bergamasco Giovanni Battista Marchetti.

Sarà però l'abate don Antonio Marchetti, figlio di Giovanni Battista, a donare il fasto di cui Villa Fenaroli dispone ancora oggi. Impostazione estremamente raffinata, di impronta tardo-barocca ispirata a modelli mitteleuropei e francesi, tanto da essere definita "Piccola Versailles".
Le statue in pietra arenaria grigia, aggiunta neoclassica, e i pennacchi in pietra di Botticino, espressione di un Romanticismo imperante, completano e accrescono la sontuosità della facciata.

A tanta sontuosità esterna, fanno seguito le stanze interne del Piano terra e del Piano nobile, dove finezza ed eleganza si rincorrono tra pareti superbamente affrescate e soffitti con pregiati stucchi dorati di un neo-barocco ottocentesco.
Dopo gli anni dell'abbandono e dopo mesi e mesi di progettazioni e consultazioni con il Comune, la Soprintendenza alle Belle Arti di Brescia e quella ai Beni Ambientali di Milano, grazie a cinque anni di intenso lavoro, l'ambizioso progetto dell'attuale proprietario, Comm. Giampietro Ghidini, giunge a termine nel 2006, ridando alla villa l'unità di un capolavoro, da monumento nazionale.



